Domande e risposte
Investigatore privato nelle Marche: domande e risposte
25 domande frequenti con la risposta di investigatori attivi da oltre 15 anni: preventivi, ciò che la legge consente, privacy, valore delle prove in tribunale, casi di famiglia e d’impresa.
Costi e preventivi
Su cosa si basa l’importo e come conoscerlo prima di decidere.
Quanto costa un investigatore privato nelle Marche?
Il costo varia da caso a caso, in funzione del tipo di verifica, dei giorni di lavoro, degli strumenti tecnici e degli operatori impiegati. La cifra viene indicata per iscritto, voce per voce, prima che l’attività cominci; le tariffe di partenza sono pubblicate nel tariffario.
La tariffa cambia tra Ancona, Macerata, Pesaro o Ascoli Piceno?
No. Le cinque province marchigiane hanno lo stesso listino; cambia soltanto la quantità di lavoro che il singolo caso richiede.
Posso chiedere una valutazione senza conferire subito l’incarico?
Sì, ed è il modo corretto di iniziare. Il colloquio conoscitivo è gratuito e non vincola a nulla: al termine sai se l’indagine è utile, che cosa può emergere e quanto potrebbe durare e costare.
Come si contatta l’agenzia?
Puoi telefonare a qualsiasi ora, anche nei giorni festivi, oppure mandare un’email o compilare il modulo nella pagina Contatti. A rispondere sono direttamente Anna Guacci o Giovanni Annovi; i dati che ci lasci vengono conservati solo per il tempo necessario.
Legalità e privacy
Le attività consentite a un investigatore con licenza e quelle che la legge esclude.
È legale incaricare un investigatore privato?
Sì. La legge lo consente quando l’agenzia ha l’autorizzazione prefettizia e opera osservando la disciplina della privacy e le regole dei codici civile e penale. Agfox Investigazioni è titolare della licenza TULPS n. 44065/16C.
Come vengono trattati i dati personali raccolti durante l’indagine?
Nel quadro del GDPR e della normativa italiana sulla protezione dei dati. Il trattamento è ammesso soltanto in presenza di un incarico scritto e di un interesse legittimo da tutelare, come la difesa di un diritto in sede civile.
Un’indagine lede la riservatezza della persona osservata?
No, se a condurla è un investigatore autorizzato. Le osservazioni si svolgono soltanto in luoghi pubblici o aperti al pubblico e restano entro i confini fissati dalla legge: proprio per questo ciò che emerge resta spendibile davanti a un giudice.
È possibile intercettare telefonate o leggere i messaggi di una persona?
No, in nessun caso. Captare conversazioni, messaggi o chat altrui costituisce reato, e un’agenzia seria non lo propone. Per verificare i fatti ci serviamo esclusivamente di mezzi leciti.
Si può impiegare un localizzatore GPS durante un’indagine?
Solo in presenza di precise condizioni: il dispositivo va collocato su un mezzo e serve ad affiancare un pedinamento già avviato, nei casi che la legge consente. L’eventuale utilizzo si valuta prima dell’avvio, incarico per incarico.
Di quali autorizzazioni ha bisogno un’agenzia investigativa nelle Marche?
Occorre la licenza di Pubblica Sicurezza concessa dalla Prefettura competente, dopo la verifica dei requisiti di professionalità e onorabilità richiesti dal TULPS; l’impresa deve poi risultare iscritta presso la Camera di Commercio. Trattandosi di norme statali, nelle Marche si applicano senza differenze rispetto al resto d’Italia.
Come si riconosce un’agenzia investigativa affidabile?
Da alcuni segnali concreti: licenza prefettizia valida e dichiarata in modo visibile, una sede effettiva, tariffe chiare, esperienza documentata nel tipo di caso. Chi aderisce ad associazioni professionali del settore, come Federpol o A.I.C.I.S., offre al cliente un riferimento in più.
Metodo di lavoro
In quali casi conviene indagare e come procede il lavoro nelle Marche.
In quali casi serve davvero un investigatore privato?
Quando occorrono prove oggettive su fatti precisi: il dubbio di un tradimento, le frequentazioni di un figlio, il comportamento sleale di un dipendente, un ammanco nei conti aziendali, un debitore diventato irreperibile. Quando il problema ha una soluzione che non richiede indagini, lo diciamo con franchezza.
Quali informazioni servono per avviare l’incarico?
Bastano i dati di base: il nome della persona o la descrizione della situazione, i comuni in cui vive e lavora, le abitudini note e una foto recente. L’elemento più importante resta lo scopo dell’incarico.
Come si sviluppa un’indagine?
Si comincia con una consulenza, nella quale si definisce il piano più adatto al caso. Segue l’attività sul territorio: osservazioni, pedinamenti, fotografie e riprese video, verifiche documentali. Alla fine ricevi la relazione investigativa, utilizzabile anche in giudizio.
Operate anche in orario serale, nei weekend e durante l’estate?
Sì. L’attività si adatta ai movimenti della persona osservata, che spesso si concentrano nelle ore serali, nei fine settimana e nei giorni festivi. Nelle Marche il periodo estivo richiede particolare attenzione, perché abitudini e spostamenti si trasferiscono verso le località della costa.
Seguite incarichi anche fuori dalle Marche?
Sì. Se chi è oggetto dell’indagine, o l’attività da controllare, si trasferisce in Emilia-Romagna, in Umbria, in Abruzzo o in un’altra regione, il lavoro continua senza variazioni di metodo e con il medesimo referente. Gli eventuali accertamenti all’estero si valutano di volta in volta con partner di fiducia.
In quali zone delle Marche lavorano i vostri investigatori?
In ognuna delle cinque province (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino), lungo la costa come nei comuni appenninici. La regia resta unica, sul posto intervengono operatori pratici della zona e dal primo contatto alla relazione finale ti segue sempre lo stesso referente.
Prove e giudizio
Come si usano i risultati dell’indagine in un processo.
Che cosa ricevo al termine dell’indagine?
La relazione investigativa: una ricostruzione cronologica delle attività svolte, corredata da fotografie, filmati e documenti in ordine di data, da consegnare direttamente al tuo legale.
L’investigatore può essere sentito come testimone?
Sì. L’investigatore che ha seguito il caso può essere ascoltato in udienza come testimone e confermare i fatti riportati nella relazione. Nelle Marche la causa si discute davanti al tribunale competente, cioè uno dei sei tribunali marchigiani, che rientrano tutti nel distretto della Corte d’Appello anconetana.
Come comportarsi se si subiscono stalking o molestie continue?
Davanti a un rischio concreto e immediato si chiama subito il 112. Superata l’urgenza, conta registrare ogni episodio in modo puntuale: annotiamo giorno, orario e luogo, acquisiamo immagini e riscontri verificabili e li mettiamo a disposizione del legale, che valuterà come utilizzarli.
Coppia e famiglia
Infedeltà, separazioni e figli.
Posso conferire un incarico se sospetto un’infedeltà?
Sì, ed è una delle richieste che riceviamo più spesso. Lo scopo è ottenere riscontri leciti e verificabili, che aiutino a fare chiarezza e che il legale potrà far valere nell’eventuale giudizio di separazione.
Quanto contano in una separazione le prove raccolte da un investigatore?
Possono influire sulle decisioni del giudice riguardo all’addebito, all’assegno di mantenimento e all’affidamento dei figli. Nelle Marche questi procedimenti si celebrano davanti ai tribunali di Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino: la relazione viene impostata per essere depositata in giudizio.
Imprese e lavoro
Dipendenti, soci, concorrenti e informazioni riservate.
Un’impresa può far accertare la condotta di un proprio dipendente?
Sì, in presenza di sospetti concreti su condotte illecite di lavoratori o soci: assenze senza giustificazione, malattie fittizie, permessi impiegati per fini diversi, attività svolte in concorrenza con l’impresa. Gli accertamenti riguardano soltanto tempi e luoghi esterni all’attività lavorativa e rispettano lo Statuto dei lavoratori.
Come intervenire se notizie riservate dell’impresa arrivano all’esterno?
Conviene muoversi subito: l’indagine ricostruisce il tragitto delle informazioni fino alla loro fonte. Spesso è opportuno affiancarle una bonifica elettronica degli ambienti di lavoro, delle sale in cui si tengono le riunioni e delle auto aziendali, così da accertare che non siano presenti microspie o apparecchi di ascolto.
Quali casi si presentano più spesso nelle imprese marchigiane?
Permessi della legge 104 usati per scopi diversi dall’assistenza, certificati di malattia dubbi, ex collaboratori o soci che aprono un’impresa concorrente, violazioni del patto di non concorrenza, clienti e know-how portati via. Sono situazioni che toccano comparti molto diversi del tessuto produttivo regionale, dal calzaturiero fermano-maceratese al mobile pesarese, dalla nautica al turismo della costa.
Come ricevere un parere su un caso specifico?
Ogni caso ha aspetti propri che nessuna raccolta di risposte generali può prevedere. Raccontaci il tuo: riceverai una valutazione chiara di fattibilità, tempi e costi, gratuita e riservata, in qualunque provincia delle Marche.